
42) Stato e famiglia.
Sui temi del matrimonio e della famiglia Aristotele entra nei
dettagli. Dopo aver suggerito per il matrimonio l'et di diciotto
anni per la donna e di trentasette per l'uomo e l'inizio della
vita in comune durante l'inverno, il filosofo d consigli anche
sulla gravidanza e sul tempo opportuno per mettere al mondo dei
figli. Atima significa disonore, ma anche privazione dei diritti
civili.
Politica, 1335b 14- 1336a 1 (vedi manuale pagina145).
    [1335 b] [...] Le donne incinte devono prendersi cura del
corpo, senza darsi all'inerzia n attenersi a una dieta scarsa: e
questo il legislatore lo pu facilmente ottenere ordinando di fare
ogni giorno una passeggiata come atto di culto verso le dee che
hanno avuto in sorte di presiedere alla nascita. Ma lo spirito
conviene che, al contrario del corpo, se ne rimanga in completa
rilassatezza, perch i bambini sono evidentemente influenzati
dalla madre che li porta, come le piante dalla terra. Quanto
all'esposizione e all'allevamento dei piccoli nati sia legge di
non allevare nessun bimbo deforme, mentre le disposizioni
consacrate dal costume impongono di non esporne nessuno, a causa
dell'eccessivo numero dei figli: si deve per fissare un limite
alla procreazione e se alcune coppie sono feconde oltre tale
limite, bisogna procurare l'aborto, prima che nel feto siano
sviluppate la sensibilit e la vita, perch  la sensibilit e la
vita che determinano la colpevolezza e la non colpevolezza
dell'atto. E dal momento che  stato definito e per l'uomo e per
la donna quando comincia l'et in cui devono dare inizio alla loro
unione, si stabilisca pure per quanto tempo conviene che servano
lo stato nell'ufficio di prolificare. I figli di chi  avanti
negli anni, come di chi  giovane, vengono imperfetti e nel corpo
e nello spirito; quelli di chi  vecchio vengono deboli. Perci
tale periodo  in rapporto al massimo vigore della mente - e
questo nella maggior parte degli uomini, come han detto alcuni
poeti che misurano la vita in settenni, si ha intorno ai cinquanta
anni. Per ci chi oltrepassa di quattro o cinque anni quest'et,
conviene si astenga dal metter al mondo figli: del resto, o per la
salute, o per un altro motivo del genere, deve apertamente
ricorrere a tale unione. Quanto ai rapporti con altra persona,
donna o uomo, sia in ogni caso condannato chi ha apertamente tali
relazioni, per qualunque motivo, in qualunque modo, finch permane
il titolo di coniuge: se poi uno si mostri a far ci durante il
tempo [1136 a] riservato alla procreazione dei figli, sia punito
con l'atimia proporzionata alla colpa

(Aristotele, Opere, Laterza, Bari, 1973, volume nono, pagine 258-
259).

